Parrocchia di S. Pietro Apostolo - Trescore Balneario (Bg)

 

IL PULPITO

di Giacomo Rocchi (1906)

Fu il parroco mons. Severo Pasinetti a commissionare allo scultore Giacomo Rocchi l'esecuzione del monumentale pulpito, che fu collocato nella navata centrale della nostra parrocchiale nel 1906.

 

"Al suo ingresso a Trescore Balneario, come racconta la biografia del parroco nostro concittadino, trovò la Chiesa Prepositurale di recente costruita quasi ex novo, completamente spoglia e disadorna. Egli s'accinse al lavoro; e in due lustri portò a compimento tali e tante opere, che gli fanno grande onore.

Era urgente anzitutto un pavimento degno della grandiosità della Prepositurale e della borgata di Trescore; e Mons. Pasinetti vi si mise con slancio; e in breve volger d'anni portò a termine il lastricato, prima del presbiterio e delle sacrestie, poi dell'intero tempio, con marmi splendidi e di gran valore, sopra un disegno veramente superbo. Ed ecco dopo il pavimento, ò'altar maggiore pure in marmi di valore; poi il rivestimento marmoreo di tutte le pareti interne della Chiesa, dal pavimento fino ad un'altezza di poco men che due metri.

E intanto per opera d'illustri pittori, come il Loverini e i migliori dei suoi alunni, veniva arricchendo la Prepositurale di parecchi affreschi che rifulgono in tutta la loro bellezza.

Ma non è tutto. Un giorno Mons. Pasinetti scopre uno scultore bergamasco tanto valoroso, quanto modesto, il signor Rocchi di Bergamo; ne esamina parecchie opere, le trova buone assai e prova ad affidargli alcuni lavori di piccola mole per la sua Chiesa. Poi il Prevosto affida al Rocchi lo studio di un progetto che da tempo egli andava meditando, e sotto la direzione sua, il bravo scultore eseguisce e quasi in tre anni porta a termine quel lavoro di gran mole che è il pulpito in legno di noce antica, una delle più belle e forse la più bella delle molte opere ideate e attuate del compianto Monsignore nella chiesa del suo paese nativo." (Rid. da "In memoria di Mons. Severo Pasinetti" SESA, 1921, Bergamo, autore don Ignazio Gamba).

 

Non si fa fatica a ritrovare oggi nell'impianto iconografico e decorativo del pulpito la profonda cultura biblica e liturgica del nostro dottissimo parroco.

Visto di fronte, il pulpito presenta al centro una grandiosa statua di Mosè, costruita dal Rocchi con il pensiero rivolto al sublime esempio di Michelangelo in S. Pietro in Vincoli a Roma. L'antico patriarca regge le tavole della legge, mentre sulla sua fronte si vedono, come due piccoli corni, i raggi della Verità di Dio che lo ha segnato. Questa immagine è posta come richiamo dell'autorevolezza della Parola di Dio, che dal pulpito verrà proclamata.

 

La scala che conduce al piano superiore, dove i predicatori avrebbero preso posto, è scandita da tre formelle con episodi della predicazione di S. Pietro, patrono della parrocchiale e della predicazione del Battista.

 

 

 

Giunto al ripiano superiore, l'oratore si sarebbe trovato in presenza del Crocifisso, collocato di fronte a lui, sul parapetto del pulpito, e della figura di Cristo Risorto, in una grande formella in bassorilievo alle sue spalle.

 

 

 

Quattro possenti telamoni, figure allegoriche maschili, reggono sulle spalle tutto il volume della costruzione.

 

 

 

 

I tre lati del castelletto superiore sono ornati con nicchie, dentro le quali viene ospitato il racconto di episodi del Vangelo e degli Atti degli Apostoli, che hanno riferimento a scene nelle quali si vede Cristo che predica dalla barca di Pietro o lo stesso Pietro che diffonde la Parola di Dio, operando anche miracoli tra lo stupore dei presenti. In uno di questi episodi, lo scultore, certamente su segnalazione di Mons. Pasinetti, inserisce la riproduzione della recente chiesa parrocchiale di Trescore, come a significare la continuità tra la prima tradizione cristiana e l'insegnamento della Chiesa apostolica con la predicazione giornaliera dei sacerdoti del nostro tempo.

 

Come ogni anno, il nostro calendario parrocchiale cerca di sottoporre alla nostra riflessione qualche testimonianza degli oggetti d'arte o liturgici che sono ogni giorno sotto i nostri occhi, per recuperarne il senso o per rinfrescarne la familiarità. Negli ultimi anni abbiamo rivisto gli Angeli, la Vergine Maria, i dipinti del Santuario della Madonna del Castello::: Quest'anno è la volta di un importante monumento che, forse, non abbiamo ancora avuto modo di osservare da vicino e a fondo.

Le mutate necessità pratiche e le rinnovate disposizioni liturgiche lo hanno isolato dai nostri usi quotidiani. Ma la grandiosa opera rimane lì, a fianco della navata centrale, come un segno di evidentissima forza.

 

La solennità e la bellezza del nostro pulpito che colpisce tutti coloro che entrano in chesa sono il segno più eloquente del valore e dell'importanza della Parola di Dio che qui viene proclamata.

E' nella Sacra Scrittura infatti che noi possiamo conoscere e accogliere il comunicarsi di Dio, il suo intrattenersi con noi, il suo irrompere definitivo nella nostra storia in Cristo Crocifisso e Risorto.

 

Con gioia e gratitudine va ricordato che oggi è in atto un risveglio biblico nella vita di molti credenti e delle nostre comunità. Il ritorno alla bibbia è giustamente considerato come l'urgenza e la priorità maggiore per la chiesa. La Bibbia è infatti il libro che parla di Dio alla ricerca dell'uomo; è in essa che ritroviamo i problemi fondamentali dell'uomo, le sue ricchezze e povertà giudicate e salvate dalla Parola di Dio.

 

I nostri padri dotando la chiesa di un pulpito di così straordinaria bellezza hanno capito bene l'importanza della Parola di Dio ed hanno anticipato visivamente quello che il Concilio Vaticano II affermerà nella Dei Verbum: "La chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella Sacra Liturgia, di nutrirsi del pane di vita della mensa sia della Parola di Dio sia del Corpo di Cristo..."

Ecco il messaggio che vogliamo raccogliere!

Apprezziamo molto perciò e siamo tanto grati ai nostri padri per questi capolavori di arte che ci hanno lasciato come testimonianza forte del loro sentimento religioso.

Auguro che sia di stimolo anche per noi per un un impegno di fede sempre più radicata e motivata sulla Parola di Dio.

Don Franco

 

 

Dal Calendario Parrocchiale di Trescore B. - 2004